Il romanzo, descrive attraverso le lettere di Elisa ad una amica l'iniziazione sessuale della protagonista da parte del Conte Ristori, il crescendo di esperienze erotiche dei due, i conflitti che nascono dalle incomprensioni, la gelosia e la passione di un precettore per Elisa, risolti in maniera spregiudicata, i giochi libertini del passato di Fabrizio. La vicenda, come già la "Pamela" di Richarson a cui si ispira, mette in scena il gioco di potere tra il maschile e il femminile, un gioco che parla di sessualità e di erotismo. Elisa è il nuovo, Fabrizio è il vecchio pronto a convertirsi per amore. L'erotismo e la tensione tra i due, belli come più non si può, impegnati ad azzuffarsi, a negarsi e a rincorrersi come vuole la legge del desiderio.
Siamo nel 1769, in Piemonte, nella contea di Rivombrosa. Elisa, benché di umile origine, vive a Palazzo Ristori come dama di compagnia dell'anziana contessa. Oltre ad essere molto bella, Elisa si distingue dal resto della servitù per saper leggere e scrivere e per un carattere indipendente e fiero. La lettura dei maestri dell'illuminismo le offre gli strumenti culturali per difendere la sua dignità di persona, l'idea di uguaglianza di tutti contro il pregiudizio di classe molto forte tra la nobiltà del luogo che vuole difendere il privilegio.